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giovedì 24 dicembre 2009

Tanti auguri!

Tanti auguri a voi lettori di questo blog.
So che non lo aggiorno spesso ma il 2010 sarà il suo anno.

Grazie mille.

venerdì 11 dicembre 2009

Capitalismo e comunismo: 2a parte.

Proseguiamo con il nostro esame su queste 2 forme di organizzazione economica, il comunismo e il capitalismo, che apparentemente appaiono essere lontane anni luce l'una dall'altra e che per tutto il XX secolo sono state in aperto contrasto.

Ricordiamo la premessa della 1a parte:
Se si premiano (validano) le situazioni con statistiche alte (cose che vanno bene), continueremo ad ottenere statistiche alte.
Se si puniscono le situazioni con statistiche alte, si otterranno statistiche basse.

Rovesciando la cosa:
Se si premiano le statistiche basse, si otterranno statistiche basse.
Se si puniscono le statistiche alte, si otterranno statistiche basse.

Quale caratteristica possono mai avere capitalismo e comunismo per cui possiamo arditamente affermare che sono effetti della stessa causa oppure facce della stessa medaglia? Diciamo pure modelli figli del medesimo genitore e forse per questo in contrasto violento fra loro?

Il comunismo preleva da chi lavora in modo totale e ripartisce in modo egualitario. Engels, co-fondatore del comunismo con Karl Marx, sosteneva il motto: "Da ciascuno secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo le proprie necessità!".
L'idea portante è molto romantica e, antropologicamente, ammirevole.
In realtà il comunismo a conquistato (per poi perderlo) mezzo mondo solamente in virtù di questa meta: far si che nessuno nella società fosse abbandonato a se e fosse diseguale rispetto ad altri nel suo vivere concreto.
Ma esaminiamo da un punto di vista pragmatico il sistema.

Abbiamo un villaggio. Un villaggio composto da 100 persone, più o meno. In esso vi è una embrionale ripartizione dei ruoli. C'è chi coltiva, chi alleva, chi fa il falegname, chi produce vestiti, chi fa il fabbro e così via.
Il comunismo prevede che ognuno dia il massimo e produca e metta la sua produzione insieme a quella degli altri.
Quello che succederà (si può fare l'esperimento) è che qualcuno, dopo un pò, si accorgerà di lavorare più degli altri ma di ricevere, secondo lui, decisamente meno di quanto produce. Qualcun altro, all'inverso, otterrà più di quanto produce.
Questa situazione viola completamente la regola della premessa. Chi produce viene "punito" e spinto a produrre meno. Il ragionamento è che, comunque, lui riceverà sempre le stesse cose in cambio del suo lavoro. Chi non produce vede una convenienza a non continuare a produrre perchè tanto gli viene dato in proporzione alle sue necessità.
Questo però porta in generale ad una diminuzione della produzione dell'intero villaggio. E in pratica questo comportamento porta tutti ad essere più poveri. Che poi è quello che è successo laddove sono stati implementati i modelli comunisti come nell'est europeo. Alla fine il sistema è collassato per mancanza di produzione.

Quindi ne traiamo una scoperta: il comunismo premia le statistiche basse e punisce le statistiche alte.

Vediamo il capitalismo.
In esso, ricordandoci del nostro villaggio, vedremo che ognuno produce e tiene per se quello che produce, scambiandolo sul mercato e ottenendone maggiore ricchezza, sia che essa sia sotto forma di baratto o di denaro.
Ma qui vi è il primo errore in cui molti cadono nell'esame del sistema capitalistico.
Confondono il capitalismo con il sistema di mercato. In realtà queste cose non sono identiche ma semplicemente soventemente sovrapposte.
Cioè si presentano insieme ma non sono la stessa cosa.
In senso stretto il capitalismo prevederebbe che alcuni componenti del villaggio abbiamo la proprietà di qualcosa. Ad esempio delle terre circostanti il villaggio, o del fiume vicino, delle miniere o delle botteghe. Prendiamo il caso che ci sia solo uno che possieda tutte le botteghe e attività artigianali. Lui le mette in opera e richiede il lavoro di altri membri del villaggio a cui passa un compenso fisso sulla cosa. Fabbrica beni e servizi da cui ottiene un certo valore. Lascia a chi lavora (operai) una parte di questo e trattiene per se il resto come profitto.
Fin qui ci siamo? E' semplice. Ma è su questo punto che è facile confondersi.
Questo non è il capitalismo. Non nel senso in cui lo abbiamo presentato. Qualcuno lo chiama capitalismo ma questa definizione deve essere abbandonata perchè porta a delle conseguenze logiche di analisi delle concrete situazioni di mercato che comportano distorsioni troppo evidenti.
Non è una definizione funzionale.

Lo so, lo so. La cosa si sta incartando e diventando complicata. Abbiate pazienza e sbrogliamo il tutto.

Anche se qualcuno nel villaggio possiede i mezzi (il capitale) e pur facendo lavorare altre persone rispettasse le regole premesse, il villaggio andrebbe bene e la produzione crescerebbe.
Immaginiamoci che PIPPO, proprietario di tutte le botteghe e dei campi del villaggio, ricompensasse i suoi operai in base alla produzione. Quello che una volta era chiamato "lavoro a cottimo"! Che succederebbe? Di base questo meccanismo annullerebbe la barriera del capitale.
Io, GIGI, agricoltore ricevo una ricompensa (poco importa se in beni o in denaro) proporzionale ai PRODOTTI ottenuti a prescindere che il terreno sia mio o di PIPPO.

Ed ecco lì il bivio! Eccolo lì il maggiordomo assassino!
Il bivio è IN BASE A QUALE FATTORE CHI LAVORA VIENE RICOMPENSATO?
In base al tempo passato a produrre o in base ai PRODOTTI ottenuti?
Questo crea una grande differenza.
Se paghiamo un operaio per le sue ore di lavoro, ci allontaniamo dalla situazione naturale in cui se non si ottengono prodotti si muore di fame. Perchè si crea l'idea mentale che è il nostro tempo a valere e non l'applicazione della nostra abilità nel conseguire un risultato.
Se aprite un negozio e non vendete, poco importa quante ore siete stati dietro il bancone.
Se siete degli agenti e incotrante mille clienti, poco importa quante ore e km avete divorato.

Il capitalismo entra di scena quando il proprietario dei mezzi di produzione paga a tempo chi lavora per lui consentendogli di mettere da parte per lui stesso quello che Marx chiamava il Plusvalore. Ma qui siamo solo all'ingresso del capitalismo.
Perchè se chi mette a disposizione i propri mezzi di produzione, organizza l'attività dei collaboratori/operai e crea qualcosa (l'azienda!!) che altrimenti non ci sarebbe stata, questo va ancora bene.
Anzi va molto bene. Perchè questo è lo spirito imprenditoriale. Un membro del villaggio capisce che organizzando certi mezzi e persone può ottenere qualcosa di più da vendere agli altri villaggi: questo è buono, porta ricchezza. E la cosa è tanto più buona quanto la distribuzione di questa ricchezza si attua rispettando la regola delle premesse. Gli operai più bravi ricevono di più e quelli meno bravi di meno.

I problemi nascono quando nel sistema imprenditoriale di mercato, qualcuno comincia a guadagnare senza fare niente. Ecco il capitalista. Lui, in un qualche modo, molto spesso politico ovvero di accordi privati di spartizione delle risorse, si pone in una posizione dominante.
E guadagna dal semplice prestare il capitale senza nessun apporto.
Quindi se in un sistema imprenditoriale di mercato, permettiamo che le persone ricevano denaro in base al tempo prestato e non in base ai prodotti e se permettiamo che persone del villaggio ricevano qualcosa senza produrre, allora ritorniamo nel meccanismo del comunismo.
Chi riceve senza fare niente o facendo poco, continuerà a farlo.
Mentre chi si sbatte dalla mattina alla sera per cercare di migliorare le cose comincerà a tirare i remi in barca.

Attualmente nel mondo occidentale non vi è un'economia di mercato basata sul premiare le statistiche alte cioè chi produce.
E del comunismo, i nostri governi hanno preso solo l'aspetto malato ovvero premiare le statistiche basse ovvero chi non fa niente.

Chi di noi non si indigna quando sa che un parlamentare, dopo un paio di anni di legislatura, prenderà una pensione vitalizia pari al suo stipendio parlamentare. Chi non si indigna o prende dei soldi senza meritarli o spera di farlo. O copre qualcuno che è in quella situazione.
Gli altri si indignano.
Perchè non vi è corrispondenza fra il denaro guadagnato e il prodotto.
Perchè un parlamentare deve prendere 10 o 20mila euro al mese (non so esattamente) a priori dei risultati! Perchè deve vestirsi bene quando va a Roma?
Per carità, siamo seri. E smettiamola con questa idea di destra e sinistra. Concetti ideologici creati nell'ottocento totalmente inapplicabili nella realtà di oggi.
Il piccolo imprenditore che lavora da mattina a sera rischiando di suo ha il diritto al profitto. Lui rende la società più ricca.
Ma anche l'impiegato e operaio virtuoso che si impegna e fa guadagnare la sua azienda dovrebbe essere premiato. A discapito dei suoi colleghi non bravi come lui.
Ma questo sembra utopia in un capitalismo che di mercato imprenditoriale ha ben poco ma che di semi comunisti nel suo ventre parecchi.

Alla prossima e grazie dell'attenzione.
per Aspera ad Astra!

venerdì 4 dicembre 2009

Capitalismo e comunismo: 1a parte.

Parlando di denaro e di economia, non si può non parlare dei 2 sistemi fondamentali economici su cui si è dibattuto e si dibatte ancora.

Questi 2 "...ismi" sono talmente entrati nei luoghi comuni della cultura occidentale da aver aninato ricerche, movimenti culturali, rivoluzioni sociali e ogni tipo possibilie di creazione artistica.

Sono sempre stati visti come i 2 nemici, come le 2 vie tra cui scegliere, come i 2 elementi che si combattono ma che non possono vivere l'uno senza l'altro come una sorta di "Don Camillo e Peppone"... che coincidenza era pure comunista.

In questo articolo, però, voglio stravolgere questo appassito criterio di archiviazione dei 2 sistemi economici e mostrare, non so se per la prima volta, come una chiave interpretativa di notevole portata possa essere quella di vedere i 2 sistemi come la diversa faccia della stessa medaglia.

E mostrare come entrambi sono sistemi che sono contrari alla migliore gestione del panorama economico e finanziario.
Ovviamente sto esprimendo un personale giudizio e una linea che sarà molto evidente in questo blog. Quindi non scatenatevi senza ritegno a dirmi che le mie sono interpretazioni e prese di parte.
Lo sono. Quindi è già tutto chiaro. Ma lo sono come lo sono quelli di chiunque.
E nessuno venga a dirmi che c'è un approccio imparziale alla cosa. Non c'è. E non c'è maggiore ipocrisia di chi dice che sta solo esponendo i fatti. Forse lo farà in modo imparziale. Ma già la scelta dell'argomento e dei fatti di cui parlare, sottointende qualcosa di parte.

CAPITALISMO: una buona definizione (non l'unica) sarebbe quella che descrive questo sistema come:
il sistema economico in cui la proprietà dei mezzi di produzione è nelle mani di soggetti privati unici proprietari chiamati "capitalisti" (perchè possiedono il capitale) e in cui esistono altri individui che prestano il proprio lavoro ai capitalisti dietro compenso. I lavoratori non sono proprietari della loro produzione e vivono solo del lavoro e solo quindi "salariati". I capitalisti guadagnano nella rendita della produzione tramite il profitto.

COMUNISMO: una possibile definizione sarebbe:
il sistema economico in cui la proprietà dei mezzi di produzione è nelle mani della collettività e in cui tutti gli individui sono parte di questo sistema senza che nessuno di essi sia proprietario di niente. I compensi sono distribuiti secondo criteri di necessità decisi dal sistema e nessuno può accumulare capitale in forma privata.

Appare ovvio come le 2 definizioni descrivono delle situazioni generali che nella realtà concreta possono presentarsi in molti modi.
Lasciando perdere la politicizzazione dei 2 sistemi, è innegabile osservare che a seguito della caduta del muro di Berlino, il sistema comunista abbia perso moltissima credibilità da un punto di vista operativo mentre il capitalismo sembra dominare incontrastato nel mondo, soprattutto quello ricco.

Prima di approfondire la questione, vorrei citare una legge naturale che quasi chiunque in buona fede non può che osservare essere vera e valida in ogni contesto e situazione.

PREMESSA: potendo indicizzare qualsiasi fenomeno umano relativo alla produzione (economia) possiamo vedere che ogni situazione possa essere simboleggiata da un andamento statistico. Se la produzione (esempio!!) consiste di numero di sedie prodotte e vendute da un falegname, vedremo che la cosa può essere simboleggiata da un andamento statistico, che potrebbe anche essere rappresentato da un grafico. Possiamo vedere, che con un pò di sforzo, qualunque attività possa essere rappresentata da una statistica.
Questa statistica può avere una tendenza ad andare verso l'alto (statistica alta) oppure una tendenza ad andare verso il basso (statistica bassa).
In generale potremmo chiamare statistiche basse tutte le situazioni (al limite anche sociali) in cui le cose vanno male o sono contrarie ai migliori interessi della maggior parte delle persone coinvolte. E, di converso, statistiche alte le cose che vanno bene e che sono favorevoli ai migliori interessi della maggior parte delle persone coinvolte.

LA LEGGE CI DICE:
Se si premiano (validano) le situazioni con statistiche alte (cose che vanno bene), continueremo ad ottenere statistiche alte.
Se si puniscono le situazioni con statistiche alte, si otterranno statistiche basse.

Rovesciando la cosa:
Se si premiano le statistiche basse, si otterranno statistiche basse.
Se si puniscono le statistiche alte, si otterranno statistiche basse.

Alla seconda parte del post vedere come questa legge si possa applicare in generale e come si applica nello specifico alla comprensione del comunismo e del capitalismo.

Grazie per l'attenzione.
per Aspera ad Astra!

mercoledì 25 novembre 2009

Arriva lo scudo fiscale

Come succede spesso in questo italico stivale che si protende dalle algide Alpi fino alle calde acque del mediterraneo, la nazione va avanti per "tranche", per argomenti o, potremmo meglio dire, per tormentoni.

Processo breve, influenza A, la morte del trans.....
E tra questi lo scudo fiscale.

Cos'è lo Scudo Fiscale?
Beh, a fianco c'è una vignetta che lo spiega.
E il mio post è finito.

Si, lo so, tratto in modo dissacrante un argomento serio come il denaro, come le tasse, i provvedimenti di questo governo.
NO!
Il mio scopo è solo quello di portare economia e finanza nella giusta prospettiva ovvero di argomenti e materie calate nella vita di tutti i giorni, prive di sofismi e di inacessibilità.
Non parliamo di filosofia trascendentale, parliamo di come e dove vanno i soldi, di come si gestisce la giornata, si fa la spesa.... insomma, ci siamo capiti.

Lo scudo fiscale è un provvedimento che ha lo scopo di invogliare chi ha portato all'estero capitali non dichiarati a riportarli in Italia con una tassazione veramente minima, attualmente il 5%.
Intenzione del governo con questo provvedimento è rastrellare risorse cercando di tassare (quasi niente) montagne di denaro che sono già sfuggite al setaccio contributivo.
Le intenzioni sembrano buone ma l'inferno, come si dice, è lastricato di buone intenzioni.

Il sospetto, da più parti, è che l'attuale governo spesso attui provvedimenti che beneficiano un gruppo di italiani ma che tra questi italiani vi sia sempre LUI, ovvero il presidente del consiglio, mr. rockstar (vedi ANSA) Berlusconi. E anche molti dei suoi accoliti e dignitari.
La strategia, dicono sempre i ben informati, è che se vuoi attuare un provvedimento che ti favorisce, creando una legge Ad Personam, basta mostrare che questo provvedimento, per quanto sia vantaggioso per te, lo è anche per migliaia di italiani o per l'Italia.
Così ti metto il digitale terrestre che è utile (!!!!!), che fa questo e quello. E' per l'Italia. Poco importa se il gruppo aziendale che maggiormente se ne sta beneficiando sia proprio Mediaset.
Vivo in Sardegna e la mia regione è da 2 anni già entrata in questo mondo digitale terrestre.
Quando il segnale partì, STRANAMENTE, Mediaset era già pronta! Tecnologicamente e professionalmente. E già incassava i soldi vendendo film e partite.
La Rai, teoricamente più televisione di stato, non trasmetteva neppure.... che coincidenza!

Ma non siamo qui per parlare di tecnologia ma di Scudo Fiscale.

Lo scudo fiscale è un'ignominia. Questo il parere del blog.
Anche perchè io non sono un giornalista e non devo rimanere imparziale. Ma imparziale de che?

Chi di voi lettori è un operaio o un piccolo professionista, sa quanto sia stritolato da tasse, balzelli e imposte.
Quando un provvedimento è contrario alla migliore sopravvivenza di un gruppo, esso è sbagliato.
Non importa quanto sembra essere il male minore.
Basta riflettere solo su un punto:
se si puniscono i comportamenti positivi e onesti e si premiano i comportamenti distruttivi e disonesti, SI OTTERRANNO SEMPRE PIU' COMPORTAMENTI DISTRUTTIVI E DISONESTI.

Questa ferrea legge è evidente per se e chiunque la riconoscerà come vera. A meno che non sia una di quelle persone che già da tempo attua uno di questi comportamenti distruttivi o disonesti.
Il piccolo vantaggio di incassare qualche miliardo di euro (che verranno poi usati male dal governo) non è sufficiente a ripagare l'ENORME danno all'onestà dei cittadini e alla fiducia nel convivere civile in questo stato.
Questo punto non lo esaminano.
Esaminano solo gli introiti in denaro.
A parte che, da più parti, si sollevano obiezioni sulla possibilità che questi capitali realmente rientrino in Italia. Qualcuno dice che addirittura li si può "scudare" e lasciare all'estero.
Non ho letto la legge e neppure voglio farlo.

Conclusioni: continuiamo a permettere che onestà e correttezza siano i fattori dominanti e sempre più tasse dovremo pagare. Non meravigliatevi che il prossimo anno le imposte e le tasse aumenteranno. Il circolo è vizioso.
Perchè sempre più persone saranno portate a "fare le furbe" e questo comporterà che il peso delle tasse verrà diviso fra sempre meno persone.

E guardacaso queste meno persone sono proprio le più indifese e spesso le più oneste.

E anche in questo caso
per Aspera ad Astra!

sabato 14 novembre 2009

E' giusto pagare le tasse?

Non voglio fare una domanda provocatoria e banale ma riflettere a fondo e con serietà sul problema.

Quello che, dal mio punto punto di vista, sta accandendo è che a furia di parlarne o straparlarne, discuterne e urlarne l'argomento sia diventato stantio e finto, ormai lontano dal concetto fondamentale della cosa.

Facciamo un passo indietro.
E per farlo cerco di immaginarmi una società o lo stato di cui stiamo parlando come un semplice villaggio con intorno monti, campagne, campi, fiumi e boschi.

Questo villaggio è composto di poche migliaia di uomini. Ci sono uomini adulti che sono adatti a lavorare e donne adulte adatte a curare la casa e la famiglia.
(Non me abbiano a male le lettrici di questo blog per questo esempio. Non voglio discriminare o offendere nessuno ma è giusto per rendere la cosa estremamente semplice! Quindi gli uomini del villaggio lavorano e le donne gestiscono casa e bambini).
Ogni abitante del villaggio ha un suo compito, più o meno. Ci sono pescatori del vicino lago e cacciatori nel vicino bosco. Ci sono coltivatori e pastori. Ci sono i carpentieri e i falegnami. Ci sono coloro che cuciono e coloro che fabbricano. C'è anche qualcuno che fa arte e qualcuno che si occupa degli aspetti spirituali. C'è il maestro del villaggio e così via. Ovviamente ci sono coloro che si occupano della sicurezza interna e coloro che amministrano le esigenze complessive del villaggio stesso.

E qui veniamo al punto.

Quando si vive in comunità ci sono dei costi che la comunità deve affrontare per organizzare e gestire necessità collettive.
Il villaggio potrebbe avere bisogno di mura di cinta a protezione da possibili attacchi esterni.
Non serve solo ad un abitante ma a tutti. Chi dovrebbe contribuire? Tutti, è ovvio.
Se nel vicino fiume deve essere fatta una diga e delle condotte per portare l'acqua al pozzo interno del villaggio, chi deve contribuire? Tutti, è ovvio.
Ma in che misura? E in che modo?

In un piccolo villaggio è facile verificare chi contribuisce e chi no.
In un piccolo villaggio è molto probabile che un perdigiorno e fannullone non verrebbe tollerato che per un piccolo lasso di tempo. Dopo di ciò verrebbe allontanato dal villaggio.
Perchè?
Perchè sarebbe un parassita. E non lavorando probabilmente si dedicherebbe ad attività contrarie alla buona sopravvivenza del villaggio stesso.

In un piccolo villaggio la relazione fra ciò che l'abitante contribuisce e i benefici che egli ottiene sono facilmente visibili. E questo facilità le cose.
E' probabile che i contributi a progetti comuni vengano fatte su una base volontaria. Cioè potrebbe capitare che ognuno dona ciò che ritiene opportuno in base all'importanza della cosa e in base alle proprie capacità contributive (parliamo anche di contributo in lavoro).
Una cosa del genere accade ora quando, a seguito di qualche disastro, scatta la corsa ai soccorsi tramite donazioni.... Vedi Tsunami o terremoto in Abruzzo.

E' giusto pagare le tasse? La risposta è definitivamente si.
Ma questo forse era scontato.

Quello a cui voglio arrivare è: è giusto pagare le tasse in un paese come l'Italia? O meglio, le tasse che noi paghiamo in Italia sono giuste? E' giusto che chi più contribuisce come lavoro alla collettività debba anche pagare con tributi monetari?
Si capisce dove intendo arrivare.....?

Questo ci pone in un altra ottica e di questo parleremo nel prossimo post.

Grazie e buona settimana a tutti.

giovedì 12 novembre 2009

Perchè è diventato così duro avere dei prestiti?

Salve, molto spesso ci si chiede come mai si è giunti ad una certa situazione.
Normale per gli individui della razza homo sapiens.
Per quanto riguarda il finanziamento delle famiglie e delle imprese, sono molti mesi che ci interroghiamo (un pò tutti) sul perchè sia diventato così duro ottenere dei prestiti......


La risposta è plurima.


In primo luogo forse qualcuno ha abusato del sistema. Ogni qualvolta si porta agli eccessi un sistema in equilibrio, tale equilibrio si spezza e il sistema si sposterà alla ricerca di una nuova posizione di equilibrio.
Negli scorsi anni l'accesso al credito è stato effettivamente abbastanza semplice per chiunque avesse un reddito dimostrabile. Banche e finanziarie si sono fatte molta concorrenza e hanno aperto le porte a molteplici figure professionale. Anche chi lavorava da poco e chi non aveva redditi consistenti è stato finanziato. Magari con piccoli finanziamenti e sicuramente con tassi e costi elevati ma accadeva....


Poi qualcuno ha cominciato ad impegnarsi per somme per cui non riusciva a far fronte. E poi le stesse finanziarie hanno, forse, esagerato nella stima dei rischi.


Di conseguenza un aumento dei finanziamenti non rimborsati regolarmente ha reso le finanziarie più prudenti. Più prudenti negli importi e nei criteri di finanziabilità.


A questo si aggiunge, il secondo fattore e cioè l'incredibile crisi finanziaria mondiale che partita nel 2008 negli Stati Uniti, è esplosa anche in Europa e in Italia in questo 2009.


Morale: molte banche e finanziarie hanno scoperto che non è conveniente per loro esporsi troppo nel finanziarie situazioni a rischio.
Così, se nel 2007 il rischio nel finanziare un dipendente neo assunto era un valore x%, adesso quel rischio è diventato x% per 4 volte.
Se nel 2007 si potevano finanziare tranquillamente gli extracomunitari che lavoravano perchè la loro insolvenza era bassa, adesso è quasi impossibile finanziare costoro, soprattutto se neo-assunti o autonomi.


Cosa ci aspettiamo per il futuro?
Sicuramente si prospetta il raggiungimento di un nuovo punto di equilibrio.
Un punto di equilibrio in cui i clienti conosceranno meglio quali caratteristiche occorre avere per ottenere un prestito.
Sicuramente se il mercato si riprende e se si riprende (soprattutto) la fiducia di imprese e consumatori, i rubinetti del credito si ri-apriranno.
Grazie per l'attenzione e alla prossima...

venerdì 28 agosto 2009

Ripresa dell'economia

Dopo le agognate vacanze (ci sarebbe da fare una riflessione su quanto le vacanze siano un vero momento di pausa e godimento del proprio tempo libero o anch'esso un semplice marchingegno del pazzo mondo del moderno sistema economico), ci ritroviamo a ridosso di una nuova stagione lavorativa.
Arriva settembre, i palinsesti televisivi, ancor prima del resto, ci informano che la vita così come la conoscevamo sta per tornare alla normalità.
I parametri si ri-assestano e tornano normali.

Lo farà anche l'economia di questo spaesato mondo occidentale?

Da più parti si sente parlare di "fine della crisi" e "ripresa, seppur lenta, dell'economia".
Onestamente sono diviso fra due approcci diversi e opposti.
Il primo è il classico approccio qualunquista del 99% di noi e cioè: speriamo che tutto torni come prima, che il lavoro torni a decollare, che i soldi ritornino a girare, etc.
Il secondo è un approccio un pò più sconsolato che parte dal principio che forse questa "crisi" è durato anche troppo poco.

Il secondo approccio è dovuto al desidero di vivere finalmente un'economia più sana costituzionalmente in cui effettivamente le persone abili e volenterose riescano a godere dei frutti del loro lavoro.
Dico che, forse, la crisi sia durata troppo poco non perchè non abbia creato danni. Li ha fatti. Io sono uno di quelli che ne ha patito completamente i risvolti visto che lavoro come agente in attività finanziaria. Per quasi un anno circa, i miei interlocutori bancari hanno operato in una specie di manicomio distruggendo il mio lavoro fatto di professionalità e cura del cliente.
Nessuno mi venga a dire che la "crisi" non mi ha toccato.
Ma visto che mi ha e vi ha toccato, sarebbe stato bello che, visto che eravamo in ballo, la cosa prendesse quota in modo da creare nelle persone uno stato d'animo volto a voler finalmente cambiare le cose, stufi del solito andazzo.

Invece, credo che presto, se l'economia rientra, molti rientreranno nel loro sonno dormiente e proseguiranno quasi come se niente fosse accaduto.
Molte persone perderanno il lavoro (qualcuno lo ha già perso). Perdere il lavoro è una tragedia in questa società ma non dovrebbe esserlo in una buona società. Se si perde un lavoro significa che la necessità che una società ha di quella particolare mansione è scesa e che nuove figure professionali debbano essere create.

Nell'800 vi erano degli omini che giravano per le città a accendere i lampioni a petrolio. Vi erano gli spazzacamini e tante altre figure professionali che ora non esistono più.
Il problema è se la società ti abbandona dopo che tu (con famiglia a carico magari) hai dato le tue abilità a quella professione.
Ma di questo riparleremo.

Spero di far diventare questo blog una fucina di idee per voi. Magari è presuntuoso da parte mia ma spesso riesco a farlo con i miei clienti e non vedo motivi per non provare con voi lettori.
D'altronde cerco solo di condividere con voi pensieri e emozioni. Riguardo al denaro e dintorni.

Alla prossima e grazie per l'attenzione.

lunedì 10 agosto 2009

PAUSA ESTIVA


Scrivo questo blog profondamente dispiaciuto per la mia assenza in questo periodo.
Ho pensato, pur con l'arrivo delle ferie e dell'estate di riuscire a gestire questo blog con costanza ma la cosa si è rivelata praticamente impossibile.

Non riesco ad aggiornare quotidianamente la classifica e fornire ai miei lettori le notizie che servono e che sono importanti.
Ho preso quindi la decisione di mandare in "vacanza" il blog almeno fino al giorno 20 di agosto.
Il mio rientro al lavoro e in ufficio sarà il giorno 24 e in realtà solo da quel giorno potrò nuovamente essere costante nei monitoraggi.
In questi giorni infatti non riesco neppure a monitorare bene i miei investimenti.
Semplicemente non ho il computer sottomano e ogni sera c'è qualche motivo per cui non mi è possibile dedicare del tempo a questo blog.
Sapete, com'è....
Anche la famiglia e gli affetti hanno le loro necessità.


Mi scuso quindi con tutti i lettori.
Personalmente il mio consiglio è di sospendere gli investimenti fino a fine mese. E' un periodo strano il periodo vacanziero. Lo avrete notato vedendo quanti e quali scam si stanno susseguendo.
Mi scuso moltissimo anche con chi mi ha scritto e non ha avuto risposto da me.
A qualcuno sono riuscito a rispondere.
Altri, che mi proponevano mail più complesse e che necessitavano di più di 2 minuti per rispondere, sono stati ignorati momentaneamente per dedicare loro del tempo in un altro momento.
Ma questo momento non è arrivato.

Se leggete il blog, vi porgo le mie scuse. Che prima o poi porgerò anche via mail.


Spero passiate un buon ferragosto.

Per ora passo e chiudo e vi ringrazio per l'attenzione e l'affetto.

venerdì 10 luglio 2009

Indignamoci!: l'inps

Perchè oggi voglio parlare di INPS?
Giusto perchè inauguro oggi una rubrica (ne ho in mente alcune) e, putacaso, partiamo con l'inps.

La rubrica che inauguro oggi vuole essere un campanello d'allarme su alcune questioni, che in un modo o nell'altro sono legate al denaro.
Parliamo di denaro e dintorni, giusto? Questi sono i dintorni.....

INPS: che vor dire? Inps sta per Istituzione Nazionale Per Sodomizzarti (senza che tu riesca a capire da dove viene il dolore......)
Non mi dite che INPS significa altro perchè vi censuro!!!

A parte gli scherzi, vorrei spostare la vostra attenzione su questo meccanismo pazzoide e schizofrenico che invade le nostre vite e che le persone tollerano.
Indignamoci! (per cominciare... almeno)

Io penso che chi non si indigna dinnanzi all'INPS non ha ben compreso come funziona questo mostro.
Io sono un libero professionista e pago l'inps dai miei ricavi.
I miei versamenti inps vanno a costituire la base della mia futura pensione. Lasciamo adesso perdere se la pensione la vedrò o meno. Lasciamo perdere.

Io mi indigno perchè ho uno stato che mi impone un versamento FORZATO per riscuotere dei soldi che sono MIEI per ridarmeli domani.
Lo stato parte dal presupposto che ora sono in forze devo versare i MIEI soldi per quanto non sarò in forze. Ma che carino! Ma pensa che buono.....
Lo stato si preoccupa di me.

Ma poi quando ho bollette da pagare, quando il lavoro non gira e mancano i soldi a fine mese, quando voglio creare impresa e servono capitale dove c...o è lo stato?
Che IPOCRISIA!
Perchè tu stato non mi fai educazione finanziaria?
Perchè non mi insegni a scuola, quando sono giovane, come i soldi vanno gestiti e mi insegni che è meglio che mi garantisca una copertura quando non sarò più in grado di pagare?

Dove è l'INPS quando il piccolo commerciante o libero professionista è in difficoltà?
C'è forse la cassa integrazione?

La verità nuda e cruda è che pochi che producono a costi esorbitanti in termini di tempo, denaro e sforzi personali mantengono i molti, dei quali molti altrettanti molti forse non hanno neppure il diritto di prendere questi soldi.

Ditemi che ne pensate.
Io, per ora, mi indigno!
Grazie per l'attenzione.

giovedì 9 luglio 2009

La teoria dei giochi: cosa c'entra con il denaro?

Chi è questo signore qui a fianco? Il signore è John Nash, matematico ed economista americano.
Forse qualcuno di voi ne ha sentito parlare attraverso il suo film biografico portato sui grandi schermi dal regista Ron Howard (ex Happy Days e regista degli attuali film "Codice Da Vinci" e "Angeli e Demoni) e interpretato magistralmente da Russel Crowe. Il titolo è "A beautiful mind".

Il signor Nash ha fatto varie cose ma è divenuto celebre per la sua teoria dei giochi. E' un concetto matematico con varie applicazioni, una delle più importanti nel campo dell'economia.
La teoria dei giochi è abbastanza ampia e non ho intenzione di dissertare matematica e logica qui nel blog.

Ma da essa ne estrapoliamo un concetto BASE, e dire che è BASILARE è dire poco.
Questo E' IL CONCETTO base dell'economia: niente di più e niente di meno.

Nash parla di azioni di vari individui e li inserisce nello schema di un gioco. Giocatori, regole e premi finali. I giocatori agiscono in vista di un premio. L'entità e le modalità di conquista del premio modificano le azioni dei giocatori.
L'esempio classico è "il dilemma del prigioniero". Abbiamo 2 prigionieri che si cerca di incastrare. Vengono interrogati separatamente e ognuno di loro non sa cosa farà il compagno. Se un prigioniero confessa, avrà la libertà ma se tutti e 2 confessano avranno entrambi 6 anni.
Si veda un approfondimento di questo concetto nella voce di wikipedia. Poi tornate qui.

Quale è il punto? Il punto è che nell'economia esistono molti di questi fenomeni.
In particolare esiste un concetto di giochi a somma zero e giochi a somma non zero.
Un gioco a somma zero è quasiasi gioco d'azzardo. Qualcuno vince le perdite degli altri.
Una lotteria consiste nel
A) molti mettono dei soldi in un recipiente.
B) pochi, estratti a sorte, si prendono tutti i soldi del recipiente.
Gioco a somma zero. A fine gioco i soldi sono stati re-distribuiti ma nulla è cambiato.
NON VI E' STATA CREAZIONE DI NUOVA RICCHEZZA!

Un gioco a somma non zero è il classico esempio del contadino che prende un pezzo di terra, lo coltiva e ottiene dei frutti o un raccolto di qualche genere.
In questo caso il lavoro+il capitale esistente produce della nuova ricchezza.

L'economia è, FONDAMENTALMENTE, la disciplina che si occupa dei giochi a somma non zero e si occupa proprio di capire come, da ciò che abbiamo in mano, possiamo ottenere nuova produzione e nuova ricchezza.

Sull'economia è nata, la finanza. Do una definizione restrittiva a puro scopo didattivo ma la finanza, oggi come oggi, è diventata la principale disciplina dei giochi a somma zero. Pur partendo dall'economia, ne ha stravolto in senso di base.
E ha portato le persone a pensare che anche in economia viggono le stesse regole dei giochi a somma zero. Cosa che non è.

Prendiamo la borsa. Che si fa?
I titoli salgono e i titoli scendono. Qualcuno guadagna e qualcuno perde.
Ma alla fine della fiera è un semplice passaggio di denaro.
Qualcuno mi bacchetterà dicendo che non è esattamente così, che qui e che là.
Balle!
In finanza è tutto complicato proprio per nascondere l'estrema semplicità della cosa.

E cioè che se tutti ci occupassimo solo di giochi a somma zero moriremmo di fame e di stenti in pochissimo tempo.
Ovvero, se non si coltiva la terra, gli ortaggi e il grano non si producono a Wall Street o a Piazza Affari.

Non è questa un'esortazione a diventare tutti agricoltori. Tutt'altro.
E' una spiegazione del perchè ogni tanto l'economia ha dei tonfi.

Mi potrebbero dare il premio Nobel per questo.
Un principiante che spiega gli andamenti altalenanti di progresso e recesso dell'economia.
E' l'intervento della finanza che causa le crisi.
Se non si produce non si mangia.

E, benchè sembra che la crisi stia venendo assimiliata, non noto cambiamenti strutturali.
Quindi il futuro mi appare per niente roseo.

Ma ne riparleremo.
Grazie per l'attenzione.
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lunedì 6 luglio 2009

Come fare più denaro? Parte II

In primis mi scuso con i lettori per la stasi che questo blog ha avuto dall'ultimo post.
In realtà ciò è dovuto principalmente a motivi familiari, visto che il 22 di giugno sono diventato papà per la seconda volta.
E le ultime notti, momento in cui in genere scrivo i post, non sono stati momenti propizi.
Spero di farmi perdonare da qui in avanti.

Detto questo, lo scorso post ponevo una domanda.
COSA E' IL DENARO?

Penso sia la domanda più banale ma, proprio per questo, il fattore su cui maggiormente cadono le persone nell'approcciarsi ad una materia.
Mi permetto una parentesi.
Quando si affronta una materia o disciplina, è fondamentale definire i concetti di base di questa. Altrimenti si comincia a studiare qualcosa senza sapere neppure di cosa stiamo parlando.
Quando studiavo all'università ero solito guadagnarmi qualche lira (al tempo c'erano le lire!!) dando ripetizioni alle matricole o agli studenti delle superiori.
In genere le mie ripetizioni erano alquanto rapide.
Lo studente di turno si sedeva al tavolo e si metteva in posizione "passiva" ovvero stava lì ad aspettare che qualcuno gli spiegasse le cose. Spiegare viene dal latino "ex-plicare" che significa prendere qualcosa che era piegato e renderlo ampio, disteso e quindi facilmente comprensibile.
Io invece, prendevo il suo libro di testo, guardavo il titolo e chiedevo: "Mi dai la definizione della parola diritto (o economia o statistica o matematica a seconda dei casi)?"
Praticamente sempre lo studente mi guardava inebetito non comprendendo neppure cosa gli avessi chiesto. E lui pretendeva che gli spiegassi qualcosa di una materia che non sapeva definire.
Oppure qualcuno diceva "Lo so ma non riesco a spiegarlo". In pratica una contraddizione in termini. Se prendete un argomento che veramente conoscete siete perfettamente capaci di spiegarlo. E tanto meglio lo avete compreso tanto più facile è la spiegazione. Se lo avete compreso perfettamente sapreste spiegarlo anche ad un bambino.

Cosa è il denaro?
Il denaro è un SIMBOLO.
Nient'altro che un simbolo.... Rappresenta qualcosa. Un bene o un servizio. Ma, e qui casca l'asino, rappresenta un bene o un servizio che è GIA' esistito.
Prima che il denaro entri in gioco c'è un fenomeno di produzione.
Prendiamo il caso più semplice.
Un agricoltore lavora i suoi campi, ottiene degli ortaggi e va al mercato. Cosa cerca l'agrocoltore? Soldi, denaro? NO!
Cerca beni e servizi congeniali alla sua sopravvivenza e al miglioramento della qualità della sua vita (e familiari....).
Le persone non sanno che farsene del denaro, a parte che questo permette maggiore sopravvivenza, miglioramento della qualità della vita e, in grandi quantità, potere sociale.
Sembra un gioco di parole ma non lo è.
Il denaro è un simbolo che permette, sostituendo la pratica del baratto, di rendere gli scambi economici più efficienti e rapidi. Questo lo si intuisce facilmente.
Quello che invece, sebbene sia un elefante in un campo di calcio, non si nota è che il denaro arriva dopo un bene o servizio. Ovvero se l'agricoltore non ha ortaggi, lui non otterrà denaro.
E se lui da gli ortaggi a qualcuno che non ha lavorato costui non avrà denaro.
Quindi il denaro è illusoriamente un concetto solido e stabile.
E' un simbolo. Per di più basato sulla fiducia in chi la emesso e ne gestisce la circolazione.
E questa fiducia risiede in 2 cose. Che chi ha denaro, lo ha ottenuto da della produzione effettiva (sua o di qualcun altro) e che se lui gira con del denaro altre persone lo accetteranno come scambio.
Provate a cadere in un'isola deserta con 10 milioni di euro in banconote. Non c'è niente da comprare, che ci fate con quella carta? Forse un fuoco.....

La moderna società ha complicato le cose a tal punto da dare vita propria al denaro. Sembra che il denaro possa essere prodotto con strani marchingegni finanziari, strani investimenti in cui metto 10 e ottengo 15.

Il prossimo post, sarà dedicato alla teoria dei giochi del matematico NASH.
Qualcuno dirà "Che Palle!".
Ma la strada per la conoscenza della materia passa anche attraverso questa comprensione.
Altrimenti sarà sempre facile cadere vittima del furbone di turno che vi promette di arricchirvi in 2 giorni.

In fondo per avere più denaro qualche sacrificio val la pena di farlo, non credete?
Grazie per l'attenzione.

venerdì 19 giugno 2009

Come fare più denaro? Parte I

Come fare più denaro?
Chi non si è posto questa domanda un giorno o l'altro.

Pensate che vi sia la possibilità di avere una risposta a questo quesito?
Si, c'è.

La possibilità di capire come si possa fare più denaro c'è ed è possibile farla propria.
Ma, prima di lanciarci su questa strada, ci sono delle domande che ci dobbiamo fare.

La prima e più ovvia domanda del lettore in questo momento è:
Come faccio a fidarmi delle parole lette su questo blog? O meglio, chi è costui che le scrive?

La seconda e ancor più ovvia domanda è:
Sul web è pieno di persone che ti vogliono insegnare come si fanno i soldi, come si diventa ricchi, quali siano i segreti del denaro..... ma costoro i soldi li hanno fatti o li stanno facendo?

UNA PREMESSA: negli ultimi anni mi è capitato di aver visto alcuni siti internet dove si volevano spacciare all'internauta manuali per il successo e guadagni milionari. L'approccio dei gestori del sito verso il lettore era quasi sempre acido, se non aggressivo e volgare.
"Io ho fatto i soldi e tu non vali niente se non compri la mia guida!"
"Io mi alzo ogni giorno a mezzogiorno, giro in Porsche, non faccio niente e automaticamente guadagno un sacco di soldi grazie al mio metodo. Se non lo compri a me non frega niente ma tu rimarrai sempre uno zero!"
E amenità simili.

Risponderò alle domande di cui sopra ma vogliamo subito distinguerci da questo mondo.
In questo blog si parlerà di denaro, di economia, di lavoro, di efficienza, di banche, di credito, di pianificazione finanziaria e via discorrendo.
Mi pare ovvio che verranno suggeriti materiali di approfondimento. E mi sembra anche normale che verranno sponsorizzati libri o e-book che magari hanno un costo.

Anche la €-go Business sta finendo di allestire un e-book sugli argomenti generali del sito.
Verrà proposta e chi vorrà la potrà acquistare ad un prezzo ragionavole.
C'è del lavoro dietro e della ricerca. Ci sono anni di lavoro e di esperienza.
Queste cose vanno remunerate. Il giusto ma va fatto.

E spesso, non essere disposti a spendere, è già un pessimo punto di partenza per chi vuol fare i soldi.
Per avere denaro bisogna essere liberi e aperti sui flussi entrante ed uscente. Se uno dei 2 flussi è bloccato, a breve anche l'altro flusso si bloccherà. Se si è bloccati nel dar via il denaro si diventerà bloccati anche nell'averlo. Ma sto correndo troppo e questo sarà l'argomento di un nuovo post.

Come faccio a fidarmi di queste parole? dicevamo....
Non vi dovete fidare.
Semplicemente leggete e sottoponete al vostro giudizio critico ciò che leggete.
La fiducia non è qualcosa che si conquista in un secondo o con una battuta. La fiducia è qualcosa legato alle azioni.
Se un amico vi dice di fidarvi di lui, forse lo potete fare ma quando con le azioni non manterrà le promesse, allora.......
Per questo non state a vendere la vostra fiducia come se fosse carbone da vendere a peso. Abbiate piuttosto fiducia in voi stessi e nella vostra capacità di comprendere.
Prendete alcuni dati che in questo sito vengono esposti e sottoponeteli alla prova. Se reggono, allora potrete prenderne un altro e poi un altro.
Se per voi non è vero, allora lasciate perdere. Ma non dite che qualcosa non è vero o non funziona prima di averlo constatato nei fatti.

L'errore più comune di moltissimi è il pre-giudizio. Il pre-giudizio è il giudizio prima dei fatti. Non c'è un fatto ma c'è già un opinione. Che deriva in parte (la maggior parte) da altrui opinioni e in parte da reazioni emotive irrazioni al di sotto il livello di consapelezza. Niente di razionale, solo reazioni emotive.

Quindi, anche se sul web è pieno di offerte magiche o quant'altro, non fermatevi nell'accumulare conoscenza.
Abbiamo letto molte di quelle guide e possiamo dire che quello che vi è scritto non sono quasi mai stupidaggini. Quelle guide mostrano effettivamente metodi potenziali per guadagnare.
Ma non ne spiegano i fondamenti concettuali.
Mancano le premesse, le regole fondanti.

AD ESEMPIO: DOMANDONA!
Parliamo tanto di denaro, di come averne di più e via dicendo. Parliamo di denaro ma.......
COSA E' IL DENARO?
Chi saprebbe dare una buona definizione di questo concetto.
Vi lascio lo spazio nei commenti.

Grazie per l'attenzione e alla prossima.

mercoledì 17 giugno 2009

Il denaro: questo sconosciuto!

Denaro, denaro, denaro e ancora denaro.
Ma anche soldi, soldi, soldi, soldi.
Se potessimo mettere in classifica le parole (idee) che più di ogni altra girano per la testa delle persone, sicuramente non ci sbaglieremmo di molto se pensassimo che denaro e soldi (o loro sinonimi) vadano ad occupare i vertici.

Ci sarebbe il ragazzo che forse pensa all'anatomia della sua ragazza o della compagna di banco.
Forse ci sarebbe l'asceta che pensa a Dio o ad un qualche dio di questo universo.
Ma il denaro!!

Eppure il soggetto del denaro è uno dei più sconosciuti e oscuri.

PRIMA LEGGE:
se una zona di conoscenza sfugge al controllo di un ente che desidera farlo, esistono a) zone oscure che non sono conosciute, b) malcomprensioni e/o fraintendimenti su ciò che si pensa essere conosciuto.

SECONDA LEGGE:
se un'area o soggetto destano problemi o causano difficoltà a qualcuno o qualcosa, non vi è controllo da parte dell'ente controllante e si ricade nella prima legge.

Queste leggi esposte sono, dal mio punto di vista, le leggi basilari che disciplinano il vivere. Il vivere è fatto di conoscenza e controllo. Conoscenza e controllo sono i fattori che vengono prima dell'azione.
Come puoi agire e fare qualcosa se non sai cosa stai facendo o quali leve devi muovere?

Le persone, diciamo al 90%, hanno difficoltà con il denaro. Non ne hanno abbstanza, non capiscono perchè è scarso. Non saprebbero spiegare ad un bambino cosa è il denaro.
Forse riuscirebbero ad indicare esempi materiali di denaro: una banconota o un assegno.
Quelle sono forme in cui il denaro appare ma non spiegano cosa il denaro sia, a cosa serve, da dove proviene e quali siano le dinamiche che ne gestiscono l'esistenza.

Qualcuno potrebbe pensare che sia estremamente presuntuoso affermare che in questo blog si possa dare questo tipo di risposte.
Ma questo tipo di risposte non provengono da una genialità inarrivabile.

Le risposte sono già presente. Si tratta solo di raccoglierle ed esporle.
E le risposte si vedono quando si riesce a riconoscere le menzogne.

Sono passati anni da quando imparai una delle cose più importanti nella mia vita.
La verità la trovi per scrematura. E' quella cosa che rimane dopo che hai tolto le falsità.

E come si riconoscono le falsità? Lo vedremo....
Per ora giusto un assaggio. Le falsità non fanno funzionare le cose.
Se vedete qualcosa che non funziona, capirete che vi sono una o più falsità.

Grazie per l'attenzione e spero di ritrovarvi qui presto.
€-go Business

martedì 16 giugno 2009

Presentazione

Con questo post inauguriamo un nuovo blog.
Il suo oggetto è, strettamente, il denaro e i suoi dintorni.
Chi cura questo blog cerca di dire la sua riguardo al Network Marketing e al Web's Investments.

Che detto in termini più semplici, significa cercare di portare ordine nel vasto e confuso mercato del denaro.

Parleremo di metodi di guadagno on line, dei tanti aspetti oscuri che si celano sotto roboanti promesse. Ma anche di come il denaro, come oggetto reale e concettuale, condizioni giornalmente le nostre scelte e i nostri umori.

Abbiamo pensato di formalizzare questa attività di consulenza sotto un unico simbolo e nome. La struttura è composta da me, consulente e agente in attività finanziaria, e da altri colleghi che, impegnati nelle più diverse professioni, hanno qualcosa da raccontare sull'argomento.

Cercheremo di consigliare, quando ve ne è l'opportunità, metodi e soluzioni.
Cercheremo di analizzare, quando ne saremo capaci, la realtà del denaro oggi.

Sperando di farlo in termini semplici e comprensibili.
Cosa che spesso non accade.

Buona lettura e buone opportunità. Sperando in qualche possibile guadagno.
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